Il movimento della mindfulness come lo conosciamo oggi si deve alla ispirazione e al lavoro di Jon Kabat-Zinn, un biologo molecolare americano che, verso la metà degli 1960, inizia un percorso personale di yoga e meditazione. Dopo essersi laureato, Kabat-Zinn matura l’intenzione di aiutare le persone a ridurre la loro sofferenza creando un protocollo che usava sia l’esperienza millenaria delle tecniche meditative orientali che aspetti scientifici e psicologici, proprio in ambito medico/sanitario. Nasce l’MBSR, il protocollo di riduzione dello stress basato sulla mindfulness.
Nel 1979, con l’aiuto del primario di Medicina Interna del Medical Center della Worcester’s University fonda la Prima Clinica per la riduzione dello stress basata sulla coltivazione della Mindfulness.
A partire dai primi anni ’80, il gruppo di lavoro di Kabat-Zinn inizia a sviluppare i primi lavori di ricerca, inizialmente sull’applicazione del protocollo a pazienti affetti da dolore cronico, allargando poi l’area di studio ad altre categorie con difficoltà psicologiche e psicosomatiche.
Nel 1990 Kabat-Zinn pubblica il suo primo libro su questo protocollo, divenuto rapidamente molto popolare: “Vivere momento per momento”. Pochi anni dopo, una fortunata serie televisiva americana a diffusione nazionale parla dell’MBSR nella sua serie “Healing and the Mind”.
Questo contribuisce a dare risonanza al protocollo: alla fine degli anni 90 negli Stati Uniti sono più di 400 i centri ospedalieri che offrono l’MBSR e il mondo scientifico, anche europeo, (soprattutto in ambito psicoterapeutico), inizia a mostrare interesse per il fenomeno.
Tutto ciò porta alla ribalta una capacità naturale della mente umana, la mindfulness per l’appunto, in modo così preponderante da finire con l’identificazione della mindfulness stessa con il protocollo di cui è base e con i risultati che vengono dall’applicazione del protocollo.
Nel nuovo millennio, la mindfulness, così come lo zen, è oramai entrata nel linguaggio comune: oggi si parla comunicazione mindful, di genitori mindful e persino di attenzione mindful.

Definita comunemente come la capacità di prestare un’attenzione consapevole e non giudicante istante per istante, la mindfulness è anche una pratica, un metodo per la coltivazione gentile ed intenzionale di facoltà mentali quali attenzione e concentrazione, i cui effetti sono oggetto di studio e documentazione da parte della comunità scientifica occidentale ormai da oltre trent’anni.
La cosiddetta mindfulness in effetti ha origini molto remote. I fondamenti buddhisti della mindfulness, smriti, ovvero ricordo in sanscrito, si trovano nel Mahasatipatthana sutta, o sutra della coltivazione della consapevolezza, uno dei testi principali della tradizione buddhista e per i quali rimandiamo ad altri testi di SIdF.

Ad oggi, le discipline che studiano e applicano questo protocollo e questa abilità sono, oltre alla psicologia, le neuroscienze (studio sulle basi neurali e degli effetti di un addestramento anche sostenuto di mindfulness), la medicina (applicazione per la riduzione e la gestione dello stress sia nei pazienti che negli staff medici ospedalieri e non), le scienze dell’educazione (applicazioni nelle scuole con alunni la cui età varia dalle elementari all’università e con gli insegnanti), le scienze sociali applicate (applicazioni in carceri e comunità a rischio), organizzate (aziende e realtà professionali) ed altri.
Dal 1979 ad oggi, solo presso la Clinica per la Riduzione dello Stress da lui fondata negli Stati Uniti oltre 19.000 persone hanno completato tale programma e beneficiato dei suoi effetti migliorando le naturali capacità di ridurre sintomi medici e stress psicologici e aumentando le abilità di concentrazione, equilibrio interiore, coping, autostima e creatività.
In generale, l’MBSR trova applicazione nei settori medico-sanitario, professionale e finanziario; familiare e personale.
Più in particolare, in campo medico, come preludio della medicina cosiddetta ‘partecipativa’ ed integrativa della medicina tradizionale, in problemi di:
– dolore cronico,
– emicrania,
– pressione alta,
– disturbi della pelle.

In campo psicologico, in problemi di:
– ansia, panico,
– affaticamento,
– disturbi del sonno,
– sintomi depressivi.

Documentati studi clinici svolti negli Stati Uniti dal Centro per la Mindfulness della University of Massachussetts Medical School diretto da Jon Kabat-Zinn hanno verificato che i partecipanti ai corsi di Mindfulness nelle 8 settimane del programma e, in alcuni casi, in un follow-up di 4 anni beneficiano dei seguenti vantaggi.
FISICI
Dolore cronico (riduzione del 40-50%); miglioramento malattie cardiovascolari; cancro: intervento complementare, con aumento della risposta del sistema immunitario e miglioramento della risposta emotiva di ansia e depressione; malattie croniche; riduzione del colesterolo, dell’asma e del mal di testa cronico; rallenta consapevolmente le dipendenze; rallenta il decadimento cognitivo della vecchiaia.
PROFESSIONALI
Migliora la consapevolezza delle reattività automatiche; migliore gestione degli stati mentali ed emotivi; offre allenamento mentale, ricettività e vigilanza in condizioni di superlavoro e stress; promuove la leadership consapevole; rinforza le capacità di problem solving.
PSICOLOGICI
Stimola le capacità di sentire le emozioni e di localizzarle nel corpo; di autoregolazione emotiva (attacco / fuga); di riduzione della proliferazione delle emozioni negative; sviluppa e amplifica le emozioni positive.

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