How to Think At the Edge

Come Pensare al Margine

Il TAE, come il Focusing, è una pratica sviluppata da E.T. Gendlin (PhD) e da Mary Hendricks (PhD), a partire dalla Filosofia dell’Implicito di E.T. Gendlin.
Il TAE è costituito da un insieme di passi esattamente definiti, volti a sviluppare un uso nuovo del linguaggio allo scopo di elaborare teorie nuove.
Il TAE viene applicato in contesti organizzati e variamente complessi, come ad esempio gruppi di studio e ricerca o aziende, per la gestione dell’indeterminatezza e del dubbio durante un processo decisionale.
Con il TAE si apprende come sviluppare aspetti presenti in forma implicita all’interno e nell’ambito del proprio campo di conoscenza consolidata, quello cioè che si conosce meglio e per il quale si percepisce una certa padronanza, ma che ordinariamente non si riesce a dire o a scrivere in forma compiuta, quindi che non si è in grado di comunicare o trasferire all’esterno di sé.
La ricerca scientifica corrente, la politica sociale e le relazioni umane tendono ad escludere la ‘intricatezza’ di cui è ricca l’esperienza degli individui.
Il TAE è un modo per ripensare e parlare del nostro mondo e di noi stessi generando termini dal significato nuovo a partire da un “felt sense”. Se nel Focusing impariamo ad ascoltare ‘cosa manca’ in un felt sense, nel TAE impariamo a sviluppare ‘di cosa è ricco’ un felt sense.
Dedicarsi a questa pratica è più facile se si è già frequentato un primo livello del percorso di Focusing, ma non è indispensabile.
E’ necessario un colloquio preliminare con i conduttori del corso.